Storia
Masseria Gialli
Since 1700 d.C.

La storia della masseria

1700 Dc.

La nascita esatta di Masseria Gialli è un dato avvolto nel mistero. Certo è che nasce come masseria rurale per trasformarsi successivamente in una villa gentilizia. Dal suo passato ruvido e contadino si veste di blu per assurgere a villa dimora di artisti e nobili.
La storia di questa antica struttura è strettamente legata alla Famiglia Nuccio originaria della città di Casarano. La masseria fu costruita infatti da Biagio Nuccio il quale nel 1700 decise di farne una dimora anche per la sua sposa: la nobile Diaz. Da questo fortunato matrimonio nacquero quattro figlie e un unico figlio maschio: Giuseppe Nuccio. Giuseppe era un fisico e un medico e innamoratosi di Giuseppina Vinci di Parabita diede alla luce Pompeo Nuccio l’11 gennaio 1876. Pompeo divenne avvocato, coordinatore delle ambasciate italiane in Europa nonché legale dell’acquedotto pugliese. Fu proprio quest’ultimo impegno a portarlo spesso a Roma, e a frequentare i più importanti salotti della città. Grazie a questi incontri mondani Pompeo divenne stretto amico dei poeti Carlo Alberto Salustri, conosciuto con lo pseudonimo di Trilussa, e Gabriele D’annunzio entrambi spesso ospiti della masseria e compagni di viaggio di Don Pompeo che raggiungeva nelle afose estati la dimora a bordo delle sua auto. Il vate conobbe la Puglia proprio grazie a Don Pompeo, dal cui incontro nacque una bellissima storia d’amore. Questo sodalizio è testimoniato da un’intensa corrispondenza epistolare tra il nobile e il Vate, oggi presente nel Vittoriale.
Avendo avuto l’incarico di direttore delle ferrovie sud-est, Don Pompeo, nel 1911,fece costruire alle spalle della masseria una piccola stazione ferroviaria, ancora esistente ma non in uso, dalla quale poteva raggiungere facilmente il suo podere. Era inoltre amico del pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti e dello scultore Renato Brozzi il quale creò per la città di Casarano un bellissimo monumento raffigurante una nike oggi collocato in una piazza a lei dedicata.
Pompeo Nuccio sposò la marchesa Celeste Arditi di Castelvetere, la quale diede alla luce il figlio Pompeo Nuccio. Pompeo aveva cinque lauree e fu cavaliere del Sacro Sepolcro dell’ordine di Amalta. Fu da lui che nacque l’ultimo Pompeo Nuccio che con Donna Maria ha abitato in anni a noi più recenti la masseria facendone una residenza estiva e di ritrovo per il paese.
Oltre ad essere culla di artisti e feste mondane la masseria fu rifugio politico nel 1943 per il re Vittorio Emanuele III di Savoia, e l’unica testimonianza di questo evento è data da un regalo fatta da casa Savoia alla famiglia Nuccio e dalla presenza nella masseria di una torretta di sorveglianza utilizzata durante la guerra. Testimoni inoltre raccontano del rifugio del re nelle cantine della masseria.
Tra il suo volto nobile e la sua ombra politica, Masseria Gialli ha rappresentato anche un’importante
luogo di preghiera. Di epoca bizantina è infatti la chiesetta che sorge al suo interno che, nelle domeniche contadine, allietava il paese con il suono della sua campana e riuniva intorno a se gli abitanti in preghiera.
Nella chiesetta sono state celebrate le funzioni religiose fino a venti anni fa quando i Monaci di Casarano seguivano la famiglia Nuccio nella masseria durante il periodo estivo.
Consacrata intorno al 1020 d. C. la chiesa era probabilmente dedicata alla Madonna, a testimonianza di ciò un dipinto del pittore Guido Reni trafugato e sfortunatamente mai più ritrovato.
Nel 1992 Masseria Gialli fu acquistata da Rocco Manco, contadino nativo di Taurisano da sempre esperto nella produzione di olio. Fu un amore a prima vista, Rocco infatti emigrante in Svizzera dal 1958, tornò al suo paese natale, insieme alla moglie Stefania Mele, per curare la masseria. Il sogno di Rocco e di Stefania, successivamente abbracciato dai figli Donato, Marcello e Antonio, era quello di fare della masseria un agriturismo, un posto per tutti. Rocco tra i ruvidi tronchi degli olivi e il dolce profumo di camomilla, si sentiva in paradiso ed è questa emozione che oggi la famiglia Manco vuole fare vivere ai suoi clienti.
La qualità e la tradizione sono state tramandate da Rocco ai figli, i quali ancora oggi si occupano della produzione di olio e di agricoltura biologica.
Una masseria dunque dai mille tratti che tra il mistero, la storia, la religiosità, il suo volto nobile e contadino è stata la testimone di storie e di vite che si sono intrecciate e si intrecceranno indissolubilmente a lei.